sabato 10 settembre 2016

Le cose che non facciamo

Una delle cose che ricordo con maggior nitidezza della mia infanzia è mio padre che raccontava agli amici di come, una volta andato in pensione, avrebbe comprato un camper e se ne sarebbe andato con mia madre a vivere in un posto caldo. Il suo piano era semplice: pescare tutto il giorno.
Per anni ho pensato a loro due in giro per il mondo con il camper tanto desiderato da papà, una volta sazi del loro girovagare si sarebbero stabiliti da qualche parte, un'isola o la Grecia, comunque molto lontani dal paese, dalla famiglia, dagli affetti, da noi.
Sono quelle cose a cui pensa solo un bambino, probabilmente, il costruire un futuro di immagini poco reali: li vedevo in riva al mare, papà seduto sugli scogli a pescare, mamma a leggere un libro. Io li sarei andati a trovare durante l'estate, avrei trascorso un po' di tempo con loro, goduto del paesaggio e del caldo.
Con il passare degli anni la storia raccontata da mio padre ha assunto un sapore di nostalgia, è arrivata la pensione ma non il camper, non se ne sono mai andati dal paese, nessuna isola, nessun tramonto in riva al mare, niente giornate trascorse a pescare.
Forse perché non era quello che realmente volevano, forse perché i soldi non bastano mai, forse perché, quando hai dei figli, le cose non vanno mai come avevi programmato.
E adesso che sono io che me ne sono andato dal paese ascolto le loro voci attraverso il telefono, i loro racconti lenti fatti di nipoti e realtà paesana, di chi sta male o di chi è morto e penso a quanto era bella quell'immagine di loro due che lasciavano tutto e tutti per realizzare il loro sogno.
Io di sogni, al momento, non ne ho molti. Gli obiettivi che mi ero preposto li ho raggiunti, forse non nel modo in cui avrei voluto ma va bene lo stesso. Non ho un'immagine di me fra dieci anni, non ho idea di come andranno le cose da qui all'anno prossimo. Sento che ci sono delle cose che vorrei cambiare ma ancora non ho capito quali sono.
L'altro giorno mi sono detto: “A quaranta cambio vita” ma poi mi sono reso conto che i quaranta sono già arrivati e che non ci sono molte cose, in realtà, che vorrei cambiare di questa mia quotidianità. Con il passare del tempo ho imparato che ci sono alcune cose, alcuni aspetti, dell'esistenza che vanno accettati e basta. Non so cosa sia la piena felicità, ho molti dubbi, molte incertezze, mi sento terribilmente immaturo per l'età che ho, sento che il trascorrere del tempo non mi ha insegnato molto, che è tutto troppo veloce, che non ho ancora capito il senso della vita, che mi guardo intorno e mi chiedo: perché? E capisco quanto sia illogico il sistema di vite che abbiamo messo in piedi, che ci siamo chiusi in scatole, che ci siamo ingabbiati in molti modi, che ci siamo dati regole che non fanno parte della nostra natura.
E poi ripenso a quel camper e a quella promessa che mio padre aveva fatto a se stesso e che non ha mai mantenuto e mi chiedo: E tu, Marino, che cosa vuoi davvero dalla vita?

5 commenti:

  1. La nostra esistenza è un'idea di vita, cambiare idea significa cambiare vita. Sei a posto, ma ti avviso che non è facile. Ti seguirò. Qualcosa cambia sempre nella vita, il problema è riuscire ad affrontare il cambiamento grosso. Personalmente sono sempre stato pronto, ho affrontato tanti cambiamenti nella vita, e me ne aspetto altri. Altri arriveranno. Buona avventura post 40.
    Luca

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  2. Mi piace leggere i ricordi , i pensieri , i desideri di chi ha la capacità di esprimerli. Mi sembra di chiacchierare con un amico caro che apra il proprio cuore , senza cercare soluzioni , il puro gusto di esternarsi ad alta voce!

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  3. Orgogliosamente prima follower ;)
    Quanti sogni non realizzati,se ci penso mi gira la testa!
    Anch'io sogno di trasferirmi in un posto caldo,ma la pensione che la vedrà mai???Mi sa che mi devo inventare qualcosa prima!!!!

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  4. Mi piace il sogno di tuo padre...E' un sogno semplice e pulito e sereno...Poi c'è la vita che ci travolge con la quotidianità...Magari una vacanza in camper voi 3 in un posto caldo!

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