lunedì 24 ottobre 2016

Riponilo in una scatola

Quando mia madre mi consegna le scatole che ha trovato sopra l'armadio riemergono ricordi lontanissimi. Io a dodici anni che faccio finta di fumare, le tante lettere di rifiuto da parte delle case editrici (ne trovo anche una firmata Baldini&Castoldi), i viaggi: Londra, Parigi, Monaco, Milano, Barcellona, Amsterdam. I canali del mio paese. Debora ed Elena che sono rimaste nel mio percorso di vita. Maura, Francesca, Giovanna, Chiara, Marica, Marcello, Gloria e Ilenia, Giacomo, Paola, la prof di Francese, quella di Italiano e molte/i altre/i ex amici di scuola. E poi le foto con i colleghi al ristorante, io vestito da cuoco e i capelli così lunghi e ricci. E Davide, quella foto con noi due vicini e quella sensazione, pensavo sarebbe stata l'ultima volta che l'avrei visto, un amore a senso unico, senza speranza. La notte a Venezia, Stefania, che ora è in carcere. Laura che ora aspetta un bambino. E i sogni, le speranze, le paure. È un mondo così lontano ormai, riesco a ricordarlo solo attraverso le fotografie, attraverso le lettere. Quella voce che ho inciso nelle audiocassette ormai non la riconosco più. Non sono più io quel ragazzino, lo vedo, ma non lo capisco più. E vorrei dirgli di sorridere di più, di pensare meno alla morte, di prendere le cose con leggerezza e ironia. Vorrei dirgli che quei momenti non torneranno mai più, di godersi ogni istante, di dirgli di sì. Accidenti a te, Marino, quella notte la rimpiangerai per tutta la vita.
Se potessi parlare al me stesso di allora, se nella vita ci fosse concesso di tornare indietro, almeno una volta, per dire a noi stessi di volerci bene, che meritiamo di più dell'infelicità con cui ci siamo vestiti.
Invece penso, seduto su questo divano, circondato da vecchie foto e vecchie lettere, che quell'infelicità mi è servita per diventare l'uomo che sono. E forse dovevo essere quel ragazzino per trovare la mia strada. Dovevo fare tutti quegli errori e avere tutte quelle paure e quei rimpianti.
Così ripongo nelle scatole tutti questi ricordi e le chiudo, queste scatole.
Le chiudo e le metto via.

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